venerdì 5 giugno 2015

Buttarla in caciara

Che paese vecchio, che siamo; che paese stanco e corrotto...

Corrotto nei secoli dei secoli, a ben vedere; troppo spesso ci dimentichiamo, infatti, che discendiamo dagli antichi romani...
Dimentichiamo che abbiamo dominato il mondo, lo abbiamo civilizzato, e, poi, corrotto... 
E ci dimentichiamo pure, che questo è il paese di Machiavelli...

Mah, sia come sia, se esistesse una scuola per creare dei politici, in Italia, una delle materie primarie sarebbe: dissimulazione ! O meglio, per rimanere in tema Roma: "buttarla in caciara".

Buttarla in caciara, è una tipica espressione romana, che vuole significare, più o meno, far perdere, in una questione, il filo, o i punti cruciali. Sviare, glissare, cambiare argomento; snaturare o appannare, quelli che sono gli elementi fondamentali, in un discorso.

Buttarla in caciara !

E' arte sopraffina, di cui i nostri politici, sono maestri !!!
Hanno superato qualsivoglia corrotto antico senato o pazzo e capriccioso imperatore romano...

Guardate la vicenda ribattezzata dai "giornalai", "mafia capitale"; come al solito, iniziano gli arresti, non ci si capisce più nulla, se non che hanno rubato TUTTI a piene mani...

Una parte, che dice stiamo facendo pulizia, l'altra, che chiede dimissioni; ma tutti appassionatamente intenti, a "buttarla in caciara"...

Devi sentire il tg dell'uno e dell'altro, intrufolarti tra le loro battute, per capirci anche solo il 10% !!!

Ma non si capisce mai nulla, in Italia; non c'è spazio per la verità o la logica, qui.
Perchè non è finita la Salerno-Reggio Calabria, chi furono i mandatari di tante, troppe, stragi ed omicidi, i responsabili di grandi e piccole tragedie, chi, spesso ci si domanda, CHI ?!?

Il concetto di RESPONSABILITA', tanto decantato dai grandiosi dissimulatori, semplicemente evapora, quando i fetentoni, con la loro perversa sapienza antica, la "buttano in caciara" !

La priorità, nel RARO caso in cui si viene "beccati", è buttarla in caciara.
Anche perchè, quando "beccano" qualcuno, qualcun'altro, passa avanti; e c'è pure l'eventualità, di accordarsi, di ricattare, di richiamare gli alleati a difendere l'orticello... 

Ma si, benvenga la CACIARA !!!
Che poi, tanto, si sa; l'italiano ha memoria breve e tutto col tempo, si risolve.

Ma quello che gli italiani non ricordano, purtroppo, è che l'Impero Romano, alla fine, implose e sparì per sempre !!!

Che facciamo, continuiamo con questa nebbia e questa caciara, ancora per quanto ?!?

Cento anni fa, Francesco Baracca...

Tra pochi giorni (19 giugno), saranno 100 anni, della morte di Francesco Baracca, eroe dimenticato, della grande guerra...
Vorrei ricordarlo oggi, che ho tempo di postare, perchè ci pensavo da giorni...
Dico dimenticato, perchè siamo un paese che, dopo aver perso l'ultima guerra, se ne è dimenticate di cose, comprese quelle che riguardano il conflitto precedente; quello di cui ricorre il centenario e che, molto sommessamente, quasi privatamente, stiamo commemorando.
Han fatto di più gli inglesi che, non ebbero per certo quella immane guerra, sulla propria terra, come noi italiani...

Comunque sia, Francesco, nacque a Lugo (Ravenna), nel maggio dell'88 e morì in combattimento, nel 1918, a Nervesa. Asso indiscusso della nostra aviazione, gli vennero attribuite 34 vittorie in combattimento; pluridecorato, anche con la medaglia d'oro al valor militare.

Nacque da una famiglia benestante, in Emilia Romagna e, dopo gli studi in Firenze, scelse l'accademia di Modena, dove uscì come Sottotenente di Cavalleria. Nel 1912 rimase affascinato da una esercitazione e decise di passare in aviazione; frequentò i corsi relativi in Francia e conseguì ben presto il brevetto di pilota.
Immediatamente, si distinse per l'eccezionale abilità nelle tecniche acrobatiche, come anche riportato in libro appena pubblicato da Rizzoli: "Francesco Baracca. L'eroe dimenticato della Grande Guerra".
Come spiega uno dei due autori, a quei tempi gli aerei si guidavano "col culo"; nel senso che quella parte del corpo, era a stretto contatto con il seggiolino, con le vibrazioni, con il cambio di assetto...
E Francesco, era dotatissimo di questa capacità di escogitare, in anticipo, le manovre da fare.

Nel '14, venne assegnato al Battaglione Aviatori, prima presso la 5a, poi, presso la 6a Squadriglia e, ben presto, potè dimostrare il proprio valore.

Il 7 aprile del '16, ottenne la sua prima vittoria, su un biposto "Aviatik", sopra Gorizia ed ai comandi di un Nieuport 13; la prima vittoria di Francesco Baracca, fu anche la prima, dell'aviazione italiana !
Atterrato, riuscì ad incontrare e stringere la mano, ai due piloti abbattuti... Dirà: "è all'apparecchio che miro, non all'uomo"...

Era bello, colto, bravo e coraggioso; come un eroe greco !, Le donne lo adoravano, ma lui, si limitava a fare il playboy e non legarsi mai. "Non voglio vedove, al mio funerale"; una battuta, che chiarisce che, il suo giuramento di fedeltà, ed il suo estro, erano estremi...
E fu così che morì, combattendo, anche nella maniera sbagliata imposta dai vertici militari che, chiesero all'aviazione, di attaccare le forze di terra, di comportarsi quindi da bombardieri e non da caccia...

Comunque sia, Francesco Baracca, non si tirò indietro; mai !
Leggendario, il cavallino rampante riportato sul suo velivolo; e sulle cui origini, ci sono ancora versioni contrastanti. Quella più probabile, è che fosse l'effige del quinto velivolo da lui a
bbattuto (aviatore di Stoccarda, di qui l'emblema...).

La madre di Francesco, autorizzerà nel 1923, l'uso dell'effige, ad un certo Sig. Enzo Ferrari che lo utilizzerà, per la sua casa automobilistica... Ancora oggi, uno dei nostri vanti nazionali, insomma, la Ferrari, utilizza il simbolo del nostro Francesco Baracca !

L'Italia, rimase sbigottita dalla sua morte, poichè a quei tempi, era considerato dai più invincibile !
Morì a trent'anni, abbattuto sopra i cieli di Montello, mentre smitragliava a volo radente gli austro-ungarici asserragliati a Nervesa (Treviso)...
L'orazione funebre, di fronte ad una folla dolente, fu pronunciata dal poeta-vate Gabriele D'Annunzio.

Il mio ricordo, piccolo piccolo, è per questo precursore, per questo eroe dei cieli; combattente ed aviatore, dimenticato dai più...

Proprio oggi, in un momento di grande affanno per il nostro paese, è bene ricordare Francesco Baracca, come tutti quanti noi, un italiano; ma con qualche dote in più, soprattutto, il coraggio !

martedì 2 giugno 2015

Torna la guerra fredda ?! Ma anche non...

La notizia, rimbalza in tutto il mondo, è ricollegata, ad un'intervista rilasciata all'Agenzia RIA Novosti, dal Direttore del Dipartimento del Ministero degli Esteri per la non proliferazione ed il controllo degli armamenti Mikhail Ulyanov.
SS-27

"La Russia, ha detto Ulyanov, ha certamente il diritto di dislocare le sue armi nucleari, se ciò sarà necessario, in qualsiasi posto del suo territorio, compreso la penisola di Crimea",

E, sicuramente, la dichiarazione è una risposta a quanto dichiarato precedentemente, dal Ministo degli Esteri Ucraino, Pavel Klimkin, durante una riunione NATO in Turchia, dove aveva definito "grave violazione", una eventualità simile...

Lo stesso Ulyanov, durante la conferenza di revisione del trattato di non proliferazione del 17 maggio scorso, aveva avvertito che le azioni USA, potrebbero indurre la Russia a rinfoltire, dopo anni di fermo, l'arsenale nucleare...
Lo stesso Ministro, aveva già precedentemente ventilato la ipotesi di schierare nella penisola, 10 bombardieri TU-22M3, in grado di trasportare testate nucleari.
"Non possiamo ignorare quello che sta succedendo in Europa, dove il primo trattato di controllo degli armamenti convenzionali ha cessato di esistere e non c'è nulla che lo abbia sostituito"; ed oltre a ciò, il Ministro ha anche parlato di espansione della NATO e di enormi squilibri a sfavore della Russia...

E come smentirlo, se la NATO, ha arsenali nucleari in Belgio, Germania, Olanda, Italia e Turchia ?!

Sembra proprio che sia tornata la guerra fredda !
Ma questa volta, c'è di mezzo una, sia pur debolissima, Europa; ma soprattutto, una economia globalizzata che, in parte agonizza...

Oggi, non abbiamo due blocchi contrapposti; ma una miriade di interessi che si intrecciano, facendo la fortuna di alcuni, e la miseria di altri.
Vedi le commesse già perse dall'Italia, negli ultimi tempi... In una guerra di altri, ci rimettono sempre i deboli che, si uniscono al coro...

Numerosi interessi economici e geopolitici, all'ombra dei vecchi ICBM, si stanno scontrando in una delle guerre più sporche, silenziose e micidiali, che si siano mai viste !

La Russia, stavolta, è anche una potenza economica, ricca di materie prime e di interessi nel mondo...

La Storia, insegna, ma cambia sempre; speriamo che chi sta tirando troppo la corda, abbia fatto bene i suoi conti, perchè stavolta, ci sono più variabili e fattori, in campo: non basterà mostrare i muscoli e tantomeno lavorare a fianchi.
Con la Russia, non si scherza.

lunedì 1 giugno 2015

Sergej Pavlovič Korolëv

Sergej Pavlovič Korolëv, ovvero, il miglior progettista di razzi sovietico.
Un personaggio, che molti occidentali non conoscono; colui che fu, il personaggio chiave, nella corsa allo spazio, per l'Unione Sovietica...

Ebbe una carriera, sicuramente al di fuori di ogni standard. Fu, allo stesso tempo, sia un perseguitato, che un personaggio apprezzato, dal suo stesso governo.
Nonostante i suoi clamorosi successi, non riuscì a godere di più ampi consensi, stante la natura segreta che, il
suo lavoro aveva, nell'URSS.
Il nome, la vita ed il lavoro di Korolëv, furono coperti da strettissimo segreto, fino alla sua morte.
Dopo il lancio dello Sputnik, la commissione di assegnazione per il premio Nobel, chiese all'URSS, chi ne fosse l'artefice, ma il nome, non fu rivelato e questo premio, sfumò, per il grande ingegnere in ombra...
Sputnik 1

Figlio di un matrimonio infelice, si trasferì presto con la madre a Odessa, dove studiò da falegname...
Ma la sua fantasia, lo portò ben presto ad approcciare sogni molto più alti; così, si iscrisse alla Società di aviazione e navigazione di Ucraina e Crimea, dove ottenne la licenza di pilota.

La sua passione, lo portò a fondare la GIRD, con Friedrikh Tsander ed altri soci; fu questa, la prima vera società in Unione Sovietica, a lavorare alla progettazione dei jet a propulsione.

Diventa capo designer del gruppo, ma il periodo peggiore della sua vita, lo attende. Senza il minimo preavviso, viene arrestato dalla polizia segreta, accusato di sovversione e gettato nei gulag di Stalin in Siberia.
Gagarin, nel tour mondiale, dopo lo storico volo...
Picchiato, torturato, ferito gravemente da un ginocchio e privato di tutti i denti, comincia qui a soffrire, problemi di cuore.
Ma sopravvive e quando viene trasferito in un campo di prigionia meno brutale, gli viene anche permesso di svolgere attività di ricerca nella missilistica...
Viene riabilitato nel 1944 e quindi rilasciato anche se, riceverà il pieno perdono, solo con l'avvio della destalinizzazione...

Una volta liberato, diventa ben presto figura di punta del settore missilistico sovietico.
Inizia a lavorare al programma spaziale sovietico, con la costruzione di una copia esatta del missile tedesco V2, rinominato dai sovietici, R-1.
In seguito, progettò il missile R-7, il primo ICBM, progettato per sganciare una bomba nucleare su lunghe distanze...
Korolëv, supervisionò i primi clamorosi successi sovietici, nella corsa allo spazio, come il primo satellite terrestre, lo Sputnik 1, la cui trasmissione radio dall'orbita terrestre, manda sotto shock l'America !
Programma con successo sonde lunari senza equipaggio e dimostra, che gli animali possono sopravvivere ai rigori del volo spaziale, il più famoso, fu quello di Laika.

C'è sempre il suo nome, legato al primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, ma anche la prima donna, Valentina Tereskova; e c'è sempre lui, dietro la prima EVA.

Korolëv, sposta il suo obbiettivo sulla luna, ma la sua vita, si interrompe, troppo presto.
Dal 1961, le sue condizioni di salute peggiorano, il suo fisico è provato, dalla lunga prigionia imposta da Stalin...
Saturn V e l'N-1 di Korolëv
Muore, nel gennaio del 1966; proprio mentre prende corpo, il progetto americano, con il livello massimo di investimenti, sulla Nasa e sul progetto Apollo...

Senza di lui, il programma spaziale sovietico, annaspa e declina; tutti i progetti per la luna, vengono progressivamente abbandonati.
Soprattutto non va, il gigantesco N1, da lui progettato e grande quasi come il Saturn V; i test, senza lui in vita, e senza soprattutto dei buoni livelli di comunicazione e collaborazione tra scienziati, sono un brutto insuccesso, e segnano una battuta di arresto per i sovietici...

Se fosse vissuto più a lungo, sicuramente la storia dell'esplorazione spaziale, sarebbe stata diversa e, forse, la sfida tra i due colossi dello spazio, ci avrebbe potuto regalare altre sorprese ed evoluzioni...
Forse, sia gli USA che l'URSS, sarebbero scesi sulla luna; non si dimentichi che, dopo Apollo 8, gli americani misero il turbo, al programma Apollo, proprio per il terrore di essere superati...
Non potevano sapere che, questo grandissimo ingegnere, il cui nome era ignoto a quei tempi, fosse morto.

Se fosse vissuto più a lungo, forse, anche i sogni di Wernher von Braun, su marte, non sarebbero stati riposti nel cassetto, con la velocità con la quale, si chiuse il programma Apollo, nel 1972.

Due ingegneri, due soli uomini, cambiarono molto; fecero la differenza.
Korolëv, morì nel 1966 e qualcosa, si ruppe, in quella folle corsa allo spazio che, comunque, rimane forse, ancora oggi, un punto di arrivo e non la base di qualcosa di più grande.

Se Korolëv, fosse vissuto più a lungo, chissà...

A metà del popolo, NON interessa...

Queste amministrative, forse, erano molto attese dal presidente del consiglio, tanto per capire l'aria che tira...

Certo, la scelta della data, è stata piuttosto infelice o, forse, furbescamente felice, se si pensa che l'unico elettorato "fedele", in Italia, è quello di una certa parte politica...
Da anni, infatti, è oramai chiaro a tutti, che solo un certo partito, presenta uno "zoccolo duro", o ideologizzato, o fedelissimo, o come volete voi...
Interpretate come volete, questo dato; non è questo, che mi interessa commentare.

Il vero dato importante, qua, continua ad essere quello sull'astensionismo che, ponte o non ponte, continua a consolidare il dato che vede, UN ITALIANO SU DUE, poco interessato al diritto di voto, poco interessato a dire la sua...
Sfiduciato o deluso che sia, questo concittadino, ritiene, a torto o ragione, che esercitare il diritto del voto, NON possa in alcun modo cambiare le cose.

Eppure, la cronaca di questi mesi, ma anche di quanto successo nei vari seggi, in questi giorni, dovrebbe far capire a tutti i cittadini che, ci sono alternative per dichiarare il proprio dissenso.

Un cittadino su due, ha disertato i seggi, non ha espresso il proprio parere; un cittadino su due, forse, NON E' INTERESSATO !

Gli eletti, non rappresentano più nulla; perchè metà della popolazione, non può esprimere che la pochezza di questa politica che, oramai, PER CERTO, ha disgustato tutti.
Una parte di chi, a votare è andato e, quasi certamente, la maggioranza di quanti non ci sono andati.

Chi verrà eletto, sicuramente, continuerà a fare, come fin qui, il proprio comodo.
Ed i telegiornali, non mancheranno di raccontarci di altri anni di malefatte e malagestione.

Di questo, forse, metà della popolazione, non potrà lamentarsi...
Per certo, non potrà lamentarsi che, gli eletti, saranno l'espressione di questa democrazia che sfuma, che manca, che è quanto deciso, da una parte sempre minore della popolazione.

Manca ancora, la possibilità di esercitare un voto politico, un voto, per cambiare il volto del parlamento; chissà, forse questo dato oramai consolidato, potrebbe in quel caso subire una variazione e riportare i cittadini a dire la propria...

Semmai ci faranno votare, lo sapremo.
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