martedì 9 febbraio 2016

Insolvente, ed orgoglioso: Giuseppe Garibaldi

Egregio esattore, mi trovo nell'impossibilità di pagare imposte.

Così, Giuseppe Garibaldi, nel 1875, come si scoprì, qualche tempo fa, dagli archivi del Monte dei Paschi, in risposta all'esattore che lo tampinava...
E, qualcosa, sembra ne sappia anche il Banco di Napoli.

Sorprese della storia, che non conoscevo e che mi hanno convinto ancora una volta di più, su quanto avremmo bisogno di sentire su tutto ciò, proprio lui.
Già, esattamente lui, Giuseppe Garibaldi; tra i pochi Padri della Patria, designati, ad aver combattuto per essa !

Già da anni, avevo questo strano e bizzarro sogno: intervistare il Generale !!!
Oggi, ancor di più !

E, la prima domanda che tutti gli faremmo, è talmente ovvia, che non la formulo nemmeno.
Ma sicuramente, da oggi so quale sarebbe la seconda domanda: ovvero, spiegarci quelle righe all'esattore...
Sono certo, che le risposte ad entrambe le domande, ce lo renderebbero ancora più vicino e caro, di quanto non sia oggi...

Alla prima, ovvia domanda, neanche risponderebbe; ma comincerebbe a convincerci uno ad uno, a partire alla carica !!!
Nessun commento, su cosa l'Italia sia divenuta; alle armi, griderebbe !!!


E sulla seconda pure, risponderebbe amaro; visto quello che passò, e tentò di fare, per poi passare in momenti di ristrettezze, e civilissimi dolori...

Grazie a sovvenzioni ed offerte, per lo più inglesi, acquistò Caprera; isola che lo vide in opera come agricoltore e costruttore, circondato da una grande famiglia, e da esuli a lui stretti.

E, quel parlamento a lui non certo caro, tentò di accordargli una forte rendita; sotto il peso, dell'opinione pubblica che pressava per una riconoscenza tangibile all'ex Generale. Così, il 19 novembre 1874 il ministro Minghetti presentò un progetto di legge per accordargli una rendita vitalizia di 50 mila lire ed per altre 50 mila in obbligazioni. Il Senato votò il progetto di legge alla unanimità, la Camera diede 25 voti contrari (per lo più cattolici) e il 27 maggio 1875 il decreto comparve nella Gazzetta Ufficiale.
Questa la risposta scritta di Garibaldi da Caprera, attraverso Menotti e Mancini:
"... le centomila lire mi peserebbero sulle a spalle come la camicia di Nesso. Accettando avrei perduto il sonno, avrei sentito ai polsi il freddo delle manette, le mani calde di sangue; ed ogni volta che mi fossero giunte notizie di depredazioni governative e di pubbliche miserie mi sarei coperto il volto dalla vergogna. Tuttavia ai nostri amici ed al Parlamento in generale, immensa gratitudine. Questo governo però, la cui missione é d'impoverire il paese per corromperlo, si cerchi complici altrove. "
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