sabato 28 febbraio 2015

Elogio della guerra. (1) La guerra: una storia infinita

Qualche anno fa, su un numero di Focus, ho letto una recensione su questo saggio, di Massimo Fini,"Elogio della guerra" e subito sono corso in libreria, perchè i temi affrontati si coniugano perfettamente con alcune mie convinzioni e riflessioni di sempre...
Edito per la prima volta da Mondadori, nel 1989, in libreria ho potuto trovare la 5a ristampa, edita Marsilio.

E' un saggio cruciale, per qualunque discorso sereno e libero da ideologie, che si voglia fare sulla "guerra", con una tesi che attraversa tutta l'opera, piuttosto lucida e condivisibile: la guerra, fa parte di noi.

Ora, detta così, brevemente, può risultare una affermazione non in linea con la attuale, apparente, pace... Ma, nell'era atomica, è cambiato solo l'approccio culturale, che ci fa chiamare la guerra, in modi diversi, indiretti ed ipocriti e che, soprattutto, ci impedisce di farla una vera guerra, visti gli arsenali nucleari che vanificano il concetto stesso di guerra... L'atomica, configurandosi come impossibilità di farla, una guerra tradizionale, ha svuotato la stessa di tutti quei significati oggettivi e soggettivi di cui l'autore tratta ampiamente e con lucidità mai vista.

Nessun moralismo, nessun sentimentalismo; la guerra è parte integrante della nostra umanità, negando questa verità, forse, neghiamo addirittura la nostra stessa umanità !
La considero un'opera unica, nel suo genere, e per questo, dedicherò un post per ogni singolo capitolo.

Capitolo I - La guerra: una storia infinita

La Guerra è una costante della storia.

Comincia così, il primo capitolo, dove l'autore dimostra, senza ombra di dubbi e citando numerosi studi, come non esistano discriminanti che possano confutare questa evidenza storica, questa evidenza umana...
Si inizia, con lo smontare il mito del buon selvaggio; il buon selvaggio, non è mai esistito, come testimoniano gli studi di Quincey Wright. 
E' vero, invece, che la civilizzazione, aumenta la frequenza dei conflitti.

Se non è la civiltà, a chiarire l'insorgere della guerra, tantomeno lo è la forma di governo ! Dittatura, o democrazia, non spiegano nulla !
La guerra, è un fenomeno comune a tutte le socità, una costante nella storia...

L'autore prosegue, citando il carattere di sacralità che, spesso, durante l'antichità, lo stato di guerra assumeva, con i suoi riti e cerimonie di demarcazione officiati da sacerdoti, e con l'imperatore che agiva prima come sommo sacerdote, che non come comandante delle forze armate.

Fini, prosegue con il fornire la varie definizioni di guerra; quasi tutte segnate dal concetto di "violenza collettiva" fra gruppi politici contrapposti.
Ma, qui, amplia il concetto, inserendo il concetto di "leggittimità", quello che fa ritenere lecita, da entrambi i contendenti, quella violenza che è vietata, in tempi di pace. Una violenza legittimamente riconosciuta da entrambe le parti.

Fini, focalizza la sua attenzione sulla guerra convenzionale, lasciando fuori dalla sua definizione,  il terrorismo, la guerriglia e la guerra civile; laddove insomma, una delle parti non riconosce come legittima la violenza dell'altra parte. L'altro confine che Fini si impone, nel ragionamento sulla guerra, è nella bomba atomica.
Fino alla sua comparsa, la guerra aveva spesso avuto  una forte carica di ambiguità, essendo distruttrice, ma anche creatrice, catalizzatrice di immense energie, con molteplici funzioni svolte, nella società umana.

Con la bomba, la guerra diventa impossibile, coincidendo con l'annullamento, e la fine.

Inutile citare, o argomentare qui, le numerose funzioni che le guerre hanno svolto nella storia e nella società umana, funzioni politiche, economiche, sociali, demografiche...
George Washington, attraversa il Delaware...

La guerra insomma, non come follia ed irrazionalità; ma la guerra con delle ragioni d'essere e con numerosissime ricadute. 

Pace-guerra; giustizia, ingiustizia; anche su questi concetti, molte evidenze storiche, ci fanno comprendere con occhio meno ingenuo, la Storia... La guerra, NON è il male assoluto, in estrema sintesi.
Anche questo concetto, viene ben chiarito dall'autore, che scorre nei secoli, e nel dualismo pace-guerra, alcuni approcci delle maggiori culture del nostro mondo... Ancora una volta, si comprende come la guerra sia una delle poche costanti della nostra vita nei secoli...

MAI, prima dell'era nucleare, il pacifismo aveva attecchito e non solo per imposizioni delle classi dominanti che, sempre, hanno spinto nelle direzioni volute le varie società.

Il carattere ambiguo della guerra, come sopra sinteticamente esposto, lo è anche a livello soggettivo, infatti. L'uomo teme la guerra, ma ne è attratto, ne è affascinato.
E questa fascinazione, è chiara nei bambini che giocano alla guerra, così come nei numerosi videogame; aggiungo io, visto che nel 1989 ancora se ne parlava poco, anche nelle attuali discipline del Softair o del Paintball... Insomma, si gioca alla guerra, perchè la guerra è un richiamo forte, eppure, è il più grande tabù...

E Fini qui cita Roger Caillos nel suo "L'homme et le sacrè": nella guerra come nella festa, c'è un capovolgimento legittimo delle regole, o di parte di esse.
La festa, come la guerra, apre un periodo di socializzazione e di fortissima coesione durante il quale c'è " una comunione integrale di strumenti, delle risorse e delle forze"... Su questo tema, anche ci sarebbe da parlare per ore, come di altre analogie e significati soggettivi; anche utile, sarebbe scorrere la vasta filmografia bellica...

Una strabiliante caratteristica del rapporto tra uomo e guerra, è per l'autore il fatto che una volta che c'è, la guerra si fa con buona coscenza.
Chi ha combattuto e ucciso, non se ne vergogna, e tantomeno la sua comunità gliene fa una colpa. Il tema della legittimazione, qui, è vissuto sul lato soggettivo; il combattente, non è un assassino, e ciò viene riconosciuto da tutte le parti che hanno vissuto il conflitto...

Ma tutto ciò, è stato valido fino all'atomica, l'elemento estraneo che ha portato ad un fatto nuovo: l'impossibilità di fare la guerra. L'atomica, ha distrutto ogni funzione oggettiva e soggettiva della guerra.

Con l'avvento dell'atomica, la guerra, è diventata il grande TABU', finendo per delegittimare anche la guerra tradizionale.

Oggi, la guerra, si fa con cattiva coscenza, con vergogna; la guerra, è sempre "sporca"...
Franklin Roosvelt, firma la dichiarazione di guerra al Giappone
La guerra, è diventata il DISVALORE ASSOLUTO, ed il pacifismo, è diventato obbligatorio.

E non tratto qui, il tema guerra e giustizia, brevemente trattato in questo primo capitolo; un tema che riprenderò più avanti. Di sicuro, anche qui, l'idea ampiamente interiorizzata è che non si possa conseguire una maggiore giustizia, con la guerra e, che non esista, insomma, la famosa "guerra giusta". 
Ma siamo sicuri di questo ?! 

L'autore cita alcuni casi di "pace, ingiusta", e qui mi fermo, rimandando questo ragionamento alla situazione attuale, discorso che farò molto più avanti...

E sul finire del capitolo, Fini ci sfida, infine, ad interrogarci su come la scomparsa della guerra (come esperienza e come valore) impatti sulla nostra società odierna, a livello psicologico, e nel carattere individuale e collettivo di una società.

Come abbiamo riempito questo vuoto ?! La guerra, insomma, ci manca ?!?

O non è forse, questa negazione, funzionale ad altri interessi, aggiungo io ?!

Oggi, viviamo forse un nuovo tipo di guerra, e, anche su questa mia riflessione finale, credo che tornerò, ed anche piuttosto spesso...

Spero qualcuno compri o legga questo saggio, di cui ho analizzato in sintesi solo il primo capitolo; più avanti, vi parlarò del secondo.


Elogio della guerra su wikipedia
Sito ufficiale di Massimo Fini

Addio Spock...

Leonard Nimoy William Shatner Star Trek 1968 "Lo amavo come un fratello... Mancheranno a tutti il suo senso dell'umorismo, il suo talento, e la sua capacità di amare" William Shatner

Quanti tra di noi, saranno ricordati così ?!
Probabilmente, molto pochi...

E quando a farlo, è l'amico di sempre, sullo schermo e non, è il Capitano Kirk, possiamo crederci tutti, senza dubbio alcuno...

Leonard Nimoy, noto in tutto il mondo come Spock, mancherà a non so quante generazioni di appassionati, del mondo di Star Trek...
E non ricordo, quanti sono i "trekkie" nel mondo; per certo, vari milioni, mentre altri milioni, semplicemente, ricordano...

Una semplice serie tv, per alcuni, una fantastica ipotesi, una splendida visione su di un possibile futuro, per gli appassionati, quella dipinta dalle abili mani del compianto Gene Roddenberry, le cui ceneri, ancora aleggiano nell'orbita terrestre...

Perchè questo fu, per i milioni di appassionati di Star Trek e non solo: una visione, una utopia positiva di quello che potremmo essere, tutti insieme.
Chi non conosce il mondo di Star Trek, dovrebbe approfondire e conoscere meglio, da vicino, un mondo senza soldi, dove contano gli esseri viventi e quello che possono fare e dare alla collettività.

Discorso lunghissimo, non condensabile in un post, o in pillole.

La "curvatura", salva l'umanità Signore e Signori, la salva dalla autodistruzione, così come fu per i vulcaniani, con la logica... Ci sarebbero ore di discussioni da aprire, su cosa fosse l'universo di Gene Roddenberry, ma stasera, posto solo per commemorare Leoanard, che fu quel personaggio affascinante e stupefacente, capace di superare la sua natura aliena, per assumere, infine, le migliori caratteristiche umane.

Live long and prosper Spock.



venerdì 27 febbraio 2015

Migliaia di persone sentivano allora come non mai quel che avrebbero dovuto sentire in pace...


Centinaia di migliaia di persone sentivano allora come non mai quel che avrebbero dovuto sentire in pace, di appartenere cioè a una grande unità.

Una città di due milioni di abitanti, un paese di quasi cinquanta milioni, capirono in quell'ora di partecipare alla storia del mondo, di vivere un istante unico, nel quale ciascun individuo era chiamato a gettare nella grande massa ardente il suo io piccolo e meschino pur di purificarsi da ogni egoismo.

Tutte le differenze di classe, di lingua, di religione erano in quel momento grandioso sommerse dalla grande corrente della fraternità.

Estranei si rivolgevano la parola per strada, gente che si era evitata per anni si porgeva la mano, dovunque non si vedevano che volti fervidamente animati.

Ciascun individuo assisteva a un ampliamento del proprio io, non era cioè più una persona isolata, ma si sapeva inserito in una massa, faceva parte del popolo

Così, Stefan Zweig, parlava nell'agosto del '14, dell'Austria, a ridosso della Grande Guerra...
Attenzione, che parliamo di un fine e neutrale osservatore, di quanto accadeva, e vi sono centinaia di testimonianze simili, anche negli altri paesi, come tratterò più avanti.

Zweig, non era un guerrafondaio, si legge infatti, sempre da “Il mondo di ieri”: “Inerme e impotente, dovetti essere testimone della inconcepibile ricaduta dell'umanità in una barbarie che si riteneva da tempo obliata e che risorgeva invece col suo potente e programmatico dogma dell'anti-umanità.”

Qui, si parla solo del momento in cui le immense energie che si caricavano, da  anni, venivano liberate e, la sola notizia della guerra, unì i popoli come non mai !
Poi, il conflitto, toglie tutto ciò; ma occorre meditare su quelle parole: “... migliaia di persone sentivano allora come non mai quel che avrebbero dovuto sentire in pace...”.

Ora, in questo preciso momento storico, si vanno solo “caricando” di nuovo, immense e pericolose energie, dal basso.
E ciò è vero, per quasi tutti i popoli di questo vecchio e stanco continente, che non cresce più, in nessun senso, da troppi anni. 

Noi, siamo in cima, al montare dell'odio, visto che la povertà, è certificato, è qui in piena avanzata, come in Grecia, in Spagna, nel mediterraneo e non solo...

Nel vecchio continente, nello stesso continente in cui scoppiarono i due più grandi conflitti nella storia dell'umanità, MILIONI, vengono esclusi dal circuito produttivo.
Milioni di persone, vengono escluse dalla vita civile.

Ogni volta che ciò è accaduto in passato, si sono avute conseguenze drammatiche.
La Storia, insegna...




giovedì 26 febbraio 2015

Tribunale Straordinario per la Riconciliazione, in Italia !!!

Come uscire da un malefico pantano economico e politico, oggi ?! 

Come si può, laddove tutto va male, laddove sarebbe più conveniente distruggere, per ricostruire ?! 

E' la naturale domanda che, credo, molti italiani si pongono, oggi; io, me la pongo da molti anni...

Vorrei aggiungere che, oltre ai naturali mali internazionali, oltre agli inceppi europei, noi abbiamo innumerevoli problemi interni; problemi giganteschi che sono sotto gli occhi di tutti. Questi problemi, sono ANCHE morali, oramai, dal momento che milioni di persone, hanno abusato dei diritti nominalmente sanciti dalla costituzione, per tutti... 
Insomma, alcune persone, hanno abusato della Repubblica, mentre la maggioranza, pur colpevole per omessa vigilanza civile, ha dovuto subire le conseguenze di tanto MALE.

E' impossibile uscirne ?! Sentite queste idea, non costa nulla...

Ebbene, molti probabilmente non sanno, che in Sudafrica, si utilizzò una strategia unica al mondo, per superare i molti torti, e le enormi ingiustizie commesse.
Fu istituita, intorno al 1995, la "Commissione per la Verità e la Riconciliazione" (Truth and Reconciliation Commission, in breve, TRC o in afrkaans Wahrheits- und Versöhnungskommission - WVK).
La TRC, fu un tribunale straordinario istituito in quel grande paese, dopo la fine del regime dell'apartheid

Lo scopo del tribunale era quello di raccogliere la testimonianza delle vittime e dei perpetratori dei crimini commessi da entrambe le parti durante il regime.
Il tribunale ebbe una vasta eco nazionale e internazionale, e molte udienze furono trasmesse in televisione.

Il tribunale svolse un ruolo cruciale, nella transizione del Sudafrica, dal segregazionismo, ad una democrazia partecipata da bianchi e neri, con pari diritti...

Per quanto criticata, questa iniziativa, comunque trovò un predominante favore; sostanzialmente, il tribunale raggiunse lo scopo, guidando in maniera non violenta, la difficile transizione storica. 
La parola RICONCILIAZIONE, era in linea con la posizione non violenta di Mandela, che chiese una risposta da parte dei neri, basata sul perdono; la necessità di pacificare e superare quanto accaduto in precedenza, fu così conseguita !
Molti afrikaner giudicati colpevoli, ma rei confessi, ricevettero l'amnistia.
Obama e la Unione Europea; tzè !!! Mandela, vi può ricordare qualcosa, di quei tempi che il Nobel per la pace, veniva conferito a chi aveva VERAMENTE fatto qualcosa di importante e grande, per pace, o no ?! 

Vabbè, parliamo dell'Italia ora. 

Anche noi, abbiamo avuto, ed abbiamo ancora,  il nostro apartheid; non è basato sul colore della pelle, o sulle preferenze religiose, ma su qualcosa di astratto, perversamente costituitosi in decenni di omertoso silenzio...

IN ed OUT, questo è il nostro apartheid, con la casta in cima, ed i suoi milioni di collegamenti, lo stato e l'apparato, da un lato (IN), ed il mondo produttivo, con i milioni che vi lavorano, dall' altro (OUT).
Ora che la crisi ha portato al pettine tutti i nodi, questa divisione è oramai NETTA, drammaticamente evidente; chi ce la fa, gli IN, sono peraltro portatori, generalmente, di idee politiche, concezioni della vita e del mondo, che sempre più si allontanano dal reale.


Nell'Italia reale, migliaia di aziende, chiuse tra calo dei fatturati ed aumento dei tributi, sono collassate. Nessun ammortizzatore sociale, per questi e loro dipendenti...

Potremmo per ore, parlare di quante ingiustizie ci sono state in questi anni; ora, senza voler entrare troppo nel dettaglio, essendo io OUT, sarebbe giunta l'ora di una CONCILIAZIONE, prima che la situazione precipiti.
E se Piero Angela, qualche mese fa, ha individuato nel MERITO, una delle possibili leve per la ripresa, peraltro a basso costo, io vado oltre, ponendomi un problema di GIUSTIZIA, nell'accezione più ampia attribuibile alla parola).

Merito, SI, per il futuro; ed al più presto !!! 
Ma come superiamo 70 anni di scempi, ingiustizie e violenze, che questo apartheid, hanno creato; come risarciamo il dolore inferto e la povertà imposta ?!?
Oltre a metterlo in campo, questo MERITO (si pensi alla "peggiocrazia di Zingales...), occorre ripristinare un minimo di giustizia, per superare la totale AMORALITA' di questo REGIME.

Per evitare la violenza, che poi chiama altra violenza, sarebbe una cosa giusta, socialmente, economicamente, culturalmente, darci un momento di riflessione, perdono e riconciliazione. E prima che sia troppo tardi.

Così, un vero Stato autorevole e giusto, potrebbe riparare agli immensi danni morali e materiali che, una parte della popolazione ha dovuto subire e continua a subire.

Pentitevi, autodenunciatevi, andate presso il "Tribunale Speciale" e patteggiate, con il Popolo Italiano, il perdono, l'amnistia totale e definitiva, perchè da domani, si cambia...
Vi diamo un termine per farlo, dopodichè, uno ad uno, politici, amministratori, raccomandati, ladri, truffatori, farabutti e parassiti, finti invalidi e schifosi vari, verrete perseguiti con velocità e severità straordinaria...

Fate un ravvedimento operoso ORA, per avere il perdono totale, o ne subirete le conseguenze.

Vi sembra ipotesi fantasiosa ?!

Forse qualunque idea, qui in Italia, lo può sembrare; il Sudafrica, è una grande nazione, superò, anche così, quell'immenso odio che, negli anni, si era stratificato ed accumulato.

Per me, è come l'uovo di Colombo; talmente semplice, da risultarmi eccezionale !!!

mercoledì 25 febbraio 2015

Recon, scorta, cacciacarri, supporto di fuoco: il nostro B1 Centauro.

Il B1 Centauro è un'autoblindo cacciacarri, di costruzione italiana, attualmente in dotazione agli eserciti italiano, spagnolo e dell' Oman.

Il Centauro, è stato ideato durante la guerra fredda, e poi prodotto dal consorzio Iveco-Fiat-Oto Melara a partire dal 1992, con modifiche ed aggiornamenti al progetto iniziale...

Attualmente, il nostro esercito ne detiene circa 320, tutti assegnati ai vari  reparti della nostra moderna Cavalleria nonchè, nel Reggimento Lancieri di Montebello.

84 di questi mezzi, da 24 tonnellate, sono in servizio nell'Ejército de Tierra spagnolo, e 6 esemplari, con specifiche personalizzazioni, sono in servizio presso la Guardia Reale dell'Oman.

In ambito NATO, è l'unico mezzo cacciacarri ruotato, insieme al più vecchio AMX-10RC francese, con cannone da 105 mm.
Sono veicoli da ricognizione e combattimento, molto veloci, grazie alla gommatura e molto invidiati...

Nel 2000, l'esercito americano, ne prese in prestito alcuni esemplari (16),poi restituiti nel 2002. La adozione successiva, del canadese Stryker, da parte dell'esercito americano, fa comunque pensare ad una scelta diversa degli americani, rispetto al Centauro.
Lo Stryker, è infatti più leggero, conseguentemente meno potente; normalmente è dotato solo di una Browning M2 o MK19; un vero e proprio ricognitore, che non è in grado di ingaggiare altri carri...

Direi che sono cose ben diverse; il Centauro può effettuare ricognizioni e, alla bisogna, fare molti danni...


L'armamento principale delle Centauro, infatti, consiste in un cannone ad anima rigata da 105 mm prodotto dalla Oto Melara, che offre la stessa potenza di fuoco dei carri Leopard 1.

Il pezzo può sparare tutti i tipi di munizioni da 105 mm della NATO, compresi i potenti penetratori cinetici sottocalibrati.
Quest' arma ha 14 colpi di pronto impiego in torretta e altri 26 nello scafo.

Come armamento secondario sono presenti due mitragliatrici MG-42/59 in 7,62 mm, una coassiale al cannone e l'altra in funzione antiaerea.
Il munizionamento per le MG consiste in 4000 cartucce.

Come sull' Ariete, c'è la possibilità di far fuoco anche quando il mezzo è in movimento con un'altissima precisione.

Il capocarro dispone di un periscopio panoramico diurno/notturno stabilizzato, mentre il puntatore dispone anche di una camera termica la cui immagine può essere inviata ad uno schermo a disposizione del capocarro.

Lo scafo delle Centauro garantisce l'impenetrabilità ai proiettili perforanti da 14,5 mm su 360° e a quelli da 25 mm sull'arco frontale.
Con la corazza addizionale il livello di protezione si estende anche ai perforanti da 30 mm...

Il Centauro è dotato di sistema di protezione NBC (Nucleare, Batteriologico e Chimico), per poter operare in aree contaminate.

La soluzione gommata, fa di questo mezzo, uno straordinario cacciacarri, che può, con le sue 8 ruote motrici, sfiorare i 110 km/h, su strada...
Si consideri che i leggendari carri da combattimento M1 Abrams, o il Leopard 2, non riescono a stare dietro a questo velocissimo bestione, più leggero e veloce, ma con un bel 105 a disposizione...

Un veicolo straordinario, veloce, versatile, micidiale; pochi anni fa, testato anche dai russi, che ne valutano l'acquisto della licenza di produzione.

I russi, in effetti, hanno maggiore esperienza degli americani, in fatto di veicoli ruotati da combattimento; la scelta americana dello Stryker, in definitiva, tradisce una certa inesperienza nel credere e puntare sulle capacità offensive dei mezzi ruotati...
Non a caso, sui siti americani, a volte lo definiscono "reconnaissance Vehicle" altre "destroyer"...

In realtà, è un fantastico ibrido, che sul nostro territorio si presta benissimo ad illimitati impieghi, nell'uno o nell'altro caso; i ruotati, sono insomma una punta di diamante del nostro esercito (Freccia, Centauro e Centauro 2), che ridanno forza e senso alla cavalleria moderna...

Sintetizzando: recon, scorta, cacciacarri, supporto di fuoco.
Questo è il nostro Centauro.


E' prodotto anche con cannone da 120/45 (Oman), che sarà di serie, nel Centauro 2, prossimamente, in forza ai nostri Reggimenti...


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L'interesse dei russi



AAV7 Veicolo Anfibio d'Assalto

Mezzo US Marines
AAV7, oovero Assault Amphibian Vehicle ( Veicolo Anfibio d'Assalto)

M'è sempre piaciuto, sto bestione qua !!! In definitiva, i miei brevi e datati trascorsi nella fanteria meccanizzata, mi hanno portato ad farmeli piacere tutti, i veicoli da trasporto truppe...

Ma questo è sicuramente uno dei miei preferiti...

Benchè molti mezzi per il traspoto truppe, siano definiti anfibi, in realtà, è sicuramente questo, quello nato per l'uso in acqua.

L'M113, o il VCC1, che molti di noi hanno utilizzato (chi ha prestato il servizio), sono sicuramamente mezzi di modeste o nulle capacità anfibie; più taxi da battaglia, che offrono modesta protezione, in certi casi...

Questo mezzo, può avere, proprio per le sue qualità anfibie, utilizzi diversi.
In acqua
Oltretutto, parliamo di un peso doppio, rispetto ai piccoli cingolati sopra, che insieme alle sue peculiarità anfibie, ne fanno un mezzo straordinario, con indubbi vantaggi tattici, sul campo...

La sua autonomia, non a caso, è di molte ore, proprio in acqua (6/7 ore, fino a 13 km/h), e di circa 480 km su terra.
In mare, o in laghi e fiumi, si muove grazie a due potenti idrogetti, e relativo deflettore, che riescono a spostare fino a 53000 litri di acqua al minuto !

Insomma, un mezzo inarrestabile !
Il suo equipaggio, può arrivare a 22 unità, con un minimo di 3, per l'operatività minima.

Mi piace la sua forma, ovviamente, la sua potenza e l'estrema versatilità, essendo un mezzo veramente anfibio.


Ed è per questo motivo, che lo hanno adottato i nostri Lagunari, il Reggimento San Marco, così come i marines americani, corpo per i quali, in definitiva, è nato (ne hanno oltre 1300, contro i poco più di 30 italiani).

E' prodotto in varie versioni, destinate al comando, al recupero o al trasporto truppe).

Generalmente, è dotato di torretta armata con un lanciagranate automatico Mk 19 da 40 mm e con la mitragliatrice pesante Browning M2 calibro 12,7.




martedì 24 febbraio 2015

Anticarro Milan

Di tanto in tanto, tratterò di "articoli militari", beh, mi piacciono !
Stasera vi parlo del "Milan".

Per ovvi motivi personali, mi piace rimanere nei temi cari per la fanteria meccanizzata, specialità nella quale passai il mio anno di leva...

Purtroppo, a quei tempi, non ci fecero usare questo giocattolino, di cui, accarezzai, rimproverato immediatamente dall'armiere, la "cassa" dov'era contenuto.

Capisco pure che un singolo colpo, costa caro.
Sia chiaro pure che, di ogni veicolo o mezzo di cui ho parlato finora, esiste sempre qualcosa di migliore, o di migliore per impieghi simili; qui parlo di controcarro a gittata media... 
Poi c'è sempre il Tow e molto altro ancora, per carità...

Il Milan (acronimo del francese Missile d´Infanterie Léger Antichar ovvero missile anticarro per fanteria leggera) è un sistema molto diffuso, attualmente in uso in oltre 40 eserciti nazionali, compreso il nostro.

E' talmente diffuso, che a volte è pure finito nelle mani sbagliate, e questo mi fa incazzare alquanto; vabbè, forse ne parlerò, più avanti...

Il missile, dotato di alette ripiegabili, insieme all'intero sistema d'arma, è trasportabile agevolmente da due fucilieri; insomma, una squadra Milan, dovrebbe essere composta di tre elementi al massimo.

E' relativamente leggero, intorno ai 25 kg il tutto (treppiedi, sistema d'arma e missile/i) ed è catalogabile tra i controcarri a media gittata; entro i 2 km.
Il sistema di guida "filoguidato", consente una notevole precisione e la possibilità, una volta lanciato, per l'operatore, di fare piccole rettifiche. Guardate che lancio; notate il ritardo nella "botta", vi fa capire che siamo ben lontani, insomma, un bel tiro, forse al limite della sua portata o quasi...


Il MILAN è dotato di testata HEAT. Si tratta di una testata a carica cava ovvero dotata di un'ogiva allungata, una sorta di "salcicciotto" come l'ho sempre definito io. 

Questo "salcicciotto", con l'esplosione della carica, diventa un bel getto di plasma ad altissima temperatura e velocità

In pratica abbiamo qui una elevatissima capacità di penetrazione; poco scampo per i corrazzati nemici, insomma !
La scheda su wikipedia, spiega meglio il tutto e ci racconta anche degli scenari dove ha avuto largo impiego, nel caso delle Falkland, fu addirittura utilizzato contro i bunker argentini.
Insomma, bucando i tank, perchè non tentare contro il cemento armato ?!?

Il suo impiego fu determinante, probabilmente salvò moltissimi fanti inglesi...
Nel filmato successivo un test dove potete vedere cosa combina quel "salsicciotto" che vi dicevo...

Ora, spesso sento dire che l'uso di blindati e corazzati è superato; ma è lo stesso errore che compie chi dice sia meglio una marpat di una vegetata italiana, per ogni situazione, c'è la giusta soluzione, il giusto impiego di mezzi, uomini o il mix dei due...

Se ci sono veicoli corrazzati nei paraggi, mi pare che il Milan rimanga ancora una soluzione efficace...

lunedì 23 febbraio 2015

Folle paese, se hai la partita iva...

L'Italia, si sa, è un paese assurdo.

Noi, che siamo nati nei loro ospedali, che abbiamo studiato nelle
loro scuole, che abbiamo tentato di avere risposte, nei loro uffici, lo sappiamo...
 

Noi, che abbiamo tentato di crearci un lavoro da soli, una carriera, un modo di vivere, siamo sopravvissuti a tutto, ma non a loro
Noi, sappiamo benissimo che questo, è un paese folle.

Noi, abbiamo la partita iva;  
loro, tutti i nostri frutti, compresi quelli, che non riusciamo più a dare.


Noi, siamo quello che resta del popolo italiano;  
loro, sono quelli che hanno messo a repentaglio l'integrità, la forza ed il prestigio della nostra Patria.


Loro, hanno umiliato la Bandiera, tradito la Patria, e raggirato il popolo.
Noi, siamo quelli, che glielo hanno lasciato fare.

venerdì 20 febbraio 2015

Full Metal Jacket di Stanley Kubrik

Il nome Kubrik, è quasi sempre sinonimo di capolavoro; sicuramente, ciò è vero nel film "Full Metal Jacket"...
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Full_Metal_Jacket.jpg

In questo specifico capolavoro, lo spettatore vive l'ansia vera della recluta, passando per le grida disumane ed i coloriti insulti, prodotti in rapida successione, del leggendario, Sergente Hartman e finendo poi in guerra...

E' clamorosamente vero, questo spaccato di addestramento, questa "violenza" che scorre a fiumi, la stessa che porta "palla di lardo" al suicidio, si, ma anche tanti ragazzi, a combattere l' offensiva del Têt, come consumati veterani...

Mi rendo tristemente conto, che è l'addestramento, la fase più delicata della formazione di un combattente. Non c'è la pratica della guerra, ma si fa la pratica dello stress, della violenza psicologica e dello stare insieme, in tutto questo.

La fornace di soldati, consiste da sempre sul tirare al limite il corpo, e, soprattutto, la mente; qualcosa che sembra, gratuita violenza, serve a mandare, poi, degli uomini in guerra...

O ti pieghi o ti spezzi; disciplina, ma anche ansia somministrata sapientemente in quantità industriali; il tutto, teso a modificare caratteri, orientamenti, uomini, che devono diventare, in tempi rapidissimi, qualcosa di diverso, qualcosa di costantemente orientato a raggiungere i limiti, dell' umano. 

 

L'addestramento, che abbiamo visto in numerosissimi film, serve sempre e solo a rendere le persone, civili, semplicemente dei soldati "pronti per"...
Naturalmente, parlo dell'addestramento di veri soldati operativi, in questo caso, del corpo dei Marines americani...

Così funziona, da sempre; laddove si creano combattenti.

E posso assicurare che una persona, per quanto pacifica, tranquilla, per indole e modi, sotto un duro addestramento cambia e di molto.
Ognuno, può diventare, altro da se; da quel se che in tempi normali, si costruisce lentamente, intorno a certezze, speranze e modalità diverse di interazione con l'ambiente.

Qui, il microcosmo militare, dell'addestramento, assume grazie al Sgt Hartman, una clamorosa e tangibile, vicinanza con la realtà.

 

Perchè il concetto stesso di tempo, si modifica, non è più tuo, ma del sergente istruttore, degli allarmi, dei piccoli incarichi da espletare alla perfezione e tutto poi sa di fango, pioggia e sudore.

E l'unica cosa a cui puoi aggrapparti, è che non sei solo; ci sono i tuoi compagni, la tua squadra, il tuo plotone, la tua compagnia...

E', poi, scientificamente provato, che quanto è più duro l'addestramento, tanto più elevato sarà il senso di appartenenza di cui la recluta, successivamente fante, o marines, sarà portatore...
Così, come fosse quasi un gioco, dove è vietato sorridere, si forma un combattente e la sua unità di combattimento, un combattente, ma pure un soldato; uno insomma che sa marciare, smontare un fucile e rimontarlo al buio, uno che conosce le regole, tutte le regole per sopravvivere in quel mondo a se che poi, nel caso dei nostri eroi, li porterà in uno dei più terrificanti teatri di guerra mai visti, come apripista in Vietnam...

I temi, nel film, sono vari, e sono sempre quelli che sollevano, i film di guerra; la spersonalizzazione, la violenza, che comunque qui, a tratti, evidenziano anche la profonda fascinazione che l'uomo prova, per la guerra... Terribile avventura, nella quale sprofondare, nella macchina bellica, nella propria compagnia, fino quasi a sparire...


Ci sono molte scene epiche, indiscutibilmente parte della storia del cinema e non solo drammatiche; ne ho qui messe solo alcune, molto indicative, con parte dell'addestramento e di quella scena allucinante con la "marcia di topololino"; ed una scena, dei combattimenti a Hue, tra le poche scene sul Vietnam, con ambientazione urbana...

 

Chiudo con una chicca sul Sergente Hartman (si noti il Sergente con la maiuscola, mio timore reverenziale). R. Lee Ermey è stato un vero sergente dei Marines.

Inizialmente aveva il ruolo di dirigere l'attore che avrebbe dovuto strigliare i soldati, ma Kubrick lo scritturò dopo aver visto una videocassetta in cui urlava insulti ed oscenità a dei soldati per 15 minuti di fila.

Venne scelto anche per il suo caratteraccio: Ermey si lamentò che gli attori-soldati erano troppo rammolliti, e quando Kubrick non lo ascoltò urlò: "Alzati in piedi quando ti parlo!", e il regista immediatamente obbedì.

Quell'episodio convinse Kubrik che la parte di Ermey nel ruolo di Hartman, era sua !!!

Frasi dal film...

Dio ci si arrapa con i marines. Perché noi ammazziamo tutto quello che vediamo! Lui fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro! E per dimostrargli il nostro apprezzamento per averci dato tanto potere, noi gli riempiamo il cielo di anime sempre fresche! Dio è arrivato prima del Corpo dei marines e quindi a Gesù voi potete offrire il cuore, ma il vostro culo appartiene alla nostra arma!
La religione, del Sergente Hartman

giovedì 19 febbraio 2015

Hovercraft, civili e militari...


L’ hovercraft è un veicolo sostentato da un "cuscino d'aria" e mosso da una o più eliche; un veicolo estremamente versatile, essendo in grado di muoversi su diverse superfici.
Può essere in grado di spostarsi a velocità superiori ai 150 km/h.
Realizzato in varie forme, esistono hovercraft che raggiungono i 57 metri di lunghezza come quelli da sbarco russi della Classe Zubr.
http://it.wikipedia.org/wiki/Hovercraft#mediaviewer/File:LCAC_19970620.jpgViene usato per uso dilettantistico, soccorso e militare per la sua rapidità di lancio, la sua velocità e soprattutto per la sua versatilità nell'attraversare superfici di differente composizione (terra, acqua, ghiaccio).
Al momento non esiste normativa Mondiale per la definizione dettagliata di "Veicolo a cuscino d'aria". 
Secondo alcuni autori, tecnicamente, un hovercraft può essere classificato come appartenente alla classe degli aeromobili ed in tale ambito, può essere quindi definito come un' aerodina a sostentazione per reazione diretta (il citato "cuscino d'aria") ed in parte alla classe delle imbarcazioni, anche se non ha eliche immerse in acqua.
Di fatto in molti stati (fra questi il Canada) e in caso di grossi mezzi per la guida è richiesta una patente aeronautica ed una patente nautica; in Europa, generalmente solo quella nautica, per questo strano ibrido…
Le origini storiche di questo mezzo, sono incerte, anche se è chiaro che solo con la produzione industriale, e con le prime eliche intubate, si riuscì, a ridosso degli anni 60, del secolo scorso, ad avere il primo mezzo di facile impiego, l’SR-N1 impiegato nella navigazione del Canale della Manica…
Il successo commerciale di questo mezzo, che consentiva l’attraversamento del canale in sole due ore, diede impulso alla ricerca ed ai successivi sviluppi, come l’aggiunta di “tubi gonfiabili”, “ventole cilindriche” inglobate nello scafo ed altre soluzioni vincenti.
Nell’estate del 1961 cominciò il servizio regolare di collegamento nelle coste settentrionali del Galles, per il trasposto passeggeri, il Vickers VA3, mosso da due motori a turboelica, di fatto fu il primo utilizzo di massa.
Tra il 1970 ed il 2002, nella Manica, prestò invece servizio l’SRN4, il più grande hovercraft per il trasporto passeggeri, poi soppiantato per una serie di cause concomitanti (apertura del tunnel, e costi di manutenzione/carburanti)…
Se i costi di manutenzione, e quelli del carburante, hanno rallentato l’ascesa dell’hovercraft in ambito civile e commerciale, ciò, non ha comunque impedito il suo utilizzo in ambito militare.
Gli americani, con i LCAC, ed i russi, con i giganti classe Zumro e Katalyna, ancora oggi, dimostrano la validità di questi mezzi.
I mezzi russi, soprattutto, sono delle piccole fortezze, che offrono indubbi vantaggi tattici, potendosi approssimare alle coste, dove scaricare mezzi ed uomini, come si può vedere nel filmato.
Attualmente gli hovercraft sono molto diffusi, ad ogni latitudine sia per uso civile che militare; vengono usati come traghetti, come mezzi di lavoro su laghi, fiumi, paludi, delta, come mezzi di soccorso in mare ed acque interne, ma anche su fiumi ghiacciati, e mezzi di sbarco per truppe e mezzi militari…
Altissime velocità, facile manovrabilità, grandi capacità di carico, molteplicità di utilizzo, indifferenza ed insensibilità alle asperità delle superficie percorse, invisibilità ai radar e sonar, nelle versioni militari, unite all'ormai basso costo di manutenzione, fanno dell'hovercraft un mezzo unico ed insostituibile.
Al momento c'è un numero crescente di ditte specializzate nella costruzione di hovercraft costruiti con le stesse tecniche dei grossi hovercraft che garantiscono funzionalità ed affidabilità d'uso.
L'hovercraft rimane prima dello Shuttle l'ultima invenzione del XX secolo nel sistema dei trasporti e non va a sostituire la barca, l'idrovolante o l'elicottero ma si pone come mezzo polifunzionale da utilizzare per il passaggio su superfici di diversa natura, senza lasciare "solchi" e soprattutto nel rispetto dell’ecosistema  e nel risparmio del costo energetico a parità di distanza percorsa da altri mezzi.
Mezzo prezioso in caso di alluvioni, per il soccorso ed il trasporto su ogni tipo di superficie, o quasi.
Chissà cosa ci riserva il futuro, anche se, l’uso che ne faceva Luke Skywalker, non ci sembra più probabile, in un momento di nuovo rincaro per i carburanti…
Ma chi può dirlo.

Un bel QUIZZONE !!! 1 singola domanda...

Ho ideato un bel quizzone, per allietare, nevero, chicchessia !!!

DAJE !!!

ABBIAMO UN PICCOLO MEZZO DELLA GUARDIA COSTIERA 
Si trova in missione di pattugliamento
Ed è al limite delle acque territoriali italiane


SCIEGLI UN EQUIPAGGIAMENTO AGGIUNTIVO 
TRA I TRE A DISPOSIZIONE



 A. Dotazione FLOREALE
Abbellisci i tristi natanti, con un tocco di colore !
Il personale di bordo, durante le pause, potrà preparare fantastiche ghirlande di fiori, per i probabili ospiti da prendere a bordo... Musiche e danze in stile hawaiano, allieteranno l'ambiente dei natanti, colorandoli e rendendoli profumatissimi !
B. Dotazione CANNA DA PESCA
Oltre ai migranti, nel mediterraneo, abbondano i pesci ! Il personale di bordo, potrà effettuare i vari tipi di pesca consentiti dalle normative vigenti. L'equipaggio, cucinerà direttamente il pescato, a beneficio di quanti vorranno salire a bordo, avendo un primo felice contatto con la cucina italiana !!! 

C. Dotazione BROWNING M2
Mitragliatrice Browning; probabilmente da utilizzare, per difendersi da EVENTUALI natanti, in mano a bande di criminali che, PER QUANTO RARISSIMI, sporadicamente si potrebbero incrociare !!!

domenica 15 febbraio 2015

Fossimo francesi, occuperemmo la Libia...

Potremmo, a questo punto, rimandare l'impiccaggione di tutti i parlamentari, per tradimento; a patto che inizino, IMMEDIATAMENTE, a fornire quel MINIMO che ci debbono, in termini di SICUREZZA !!!

Da troppo tempo, la "politica" facilità quasi istiga, l' invasione !!!

Per quanto mi riguarda, questa magagna la debbono RISOLVERE A TEMPO ZERO !!! 
Per poi sbrigarsi a lasciare i nostri palazzi, ovviamente !!!

I VERTICI MILITARI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (ancora per poco repubblica), SI ATTIVINO IMMEDIATAMENTE, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !!!

SIAMO IN GUERRA !!!

So, di dirlo dal 2011, e spesso l' ho detto, degli ultimi tre anni; ma questa volta, è un'altra guerra che si aggiunge alle altre...

Questi inetti che ci governano, hanno mandato barche disarmate, con la nostra Bandiera, a quelle latitudini !

Lasciamo stare l'invasione in corso, che ci sta ammazzando demograficamente ed economicamente; ma dopo i fatti di Parigi, e quelli di Copenaghen, dopo un simile smacco sul confine, dico, è ORA O NO, DI FARE FINALMENTE QUALCOSA !!!

Fin qui, i nostri politici, hanno fatto un DISASTRO. ORA BASTA !!! 
Incrociatore portaeromobili "CAVOUR"

Lo sapete cosa farebbero i francesi ?!?

I FRANCESI OCCUPEREBBERO LA LIBIA, PER METTERLA IN SICUREZZA.


Non basta, uscire dall'euro, per vincere una parte, delle guerre in corso; qua dobbiamo pensare se perire, o avere finalmente un ruolo. 
Eravamo una potenza media regionale; ora siamo un paese, all'apparenza inerme.

Posto che, fin qui hanno sbagliato tutto, è evidente che è arrivato il momento, di cambiare strategia. Pensando anche, alle condizioni in cui versa il paese.

Io, richiamerei una parte ingente del personale in missione estera; poi agirei sulla UE, su due fronti. Per attenuare le posizioni contro la Russia, da una parte; e per legittimare un nostro intervento in Libia. Anche ONU e NATO, debbono comprendere che l'Italia, sta morendo assediata dalla fame, e da un nemico vigliacco, quindi capace di colpirci, con sproporzionatamente superiori, possibilità operative.

Ma non attenderei MAI, un OK dai vertici europei, tra i quali privilegerie Francia e UK, e tantomeno un OK della comunità internazionale.
Tutti gli OK, andrebbero ricercati, MA I TEMPI SONO STRETTI, E' EVIDENTE !!!


L'Italia, non possono sfruttarla sempre per le loro missioni; ora, la MISSIONE E', SALVARE L'ITALIA.
Gli alleati, hanno preso sempre da noi; ora nessuno, potrebbe biasimarci, se volessimo esercitare un RUOLO SULLA REGIONE, se non chi, ha interessi e benefici, da questa situazione orribile.

Io, vedo bene la Cavour, a largo di Tripoli, la prossima settimana...


 
 

venerdì 13 febbraio 2015

Una vera opportunità per una vita nuova... La Legione straniera


Qualunque sia la tua origine, la tua religione, la tua nazionalità, qualunque siano i tuoi diplomi, il tuo livello scolastico, qualunque sia la tua situazione familiare o professionale, la Legione Straniera ti offre una vera opportunità per una vita nuova...

Questo file multimediale è stato realizzato da un soldato o da un dipendente dell'Esercito degli Stati Uniti durante il suo servizio. Essendo un'opera del governo federale statunitense, il file è nel pubblico dominio.
Così è scritto nel sito della Legione Straniera, nel sito di reclutamento, della Legione.
Basta avere tra i 17, ed i 40 anni (!), avere un documento e superare i test fisici; e inizi un percorso che per minimo 5 anni, ti forma, ti fa vivere una grande avventura, ti fa entrare in uno dei corpi militari più famosi al mondo.

La Legione straniera francese (in francese Légion étrangère) è uno storico corpo militare d'élite dell'esercito francese strutturato su 11 reggimenti, di cui 8 sul suolo francese e 3 oltremare.
Al 2007 contava 7.699 uomini suddivisi tra 413 ufficiali, 1.741 sottufficiali, e 5.545 legionari.

Venne fondata dal re Luigi Filippo di Francia nel 1831, a supporto della sua guerra in Algeria, incorporando tutti gli stranieri che avessero voluto firmare volontariamente un ingaggio. Il reggimento si comportò tanto bene da meritare le spalline rosse e verdi dei Granatieri e il tricolore francese.
Dopo la guerra d'Algeria partecipò alla guerra di Crimea insieme ai piemontesi a Sebastopoli, poi combatté a Magenta, Solferino e Montebello contro gli austriaci. 
Soccorse poi Massimiliano I del Messico in Messico, dove però venne seriamente messa in difficoltà dai messicani: il 30 aprile 1863, nel villaggio di Camerone, una piccola colonna della Legione, al comando del capitano Danjou, fu attaccata e decimata, nonostante il valore dei legionari, dai patrioti messicani. 
Quel giorno di gloria è tutt'oggi ricordato come la festa del Corpo.
Durante la seconda guerra mondiale la 13ème Demi-brigade de la Légion Étrangère (13ème DBLE) fece parte delle "Forze della Francia Libera", comandate dal generale Charles de Gaulle, e combatté in Norvegia, Africa, Italia e Germania. Sconfitta durante la guerra d'Indocina nella battaglia di Dien Bien Phu nel 1954, tornò in Algeria e successivamente spostò la sua sede, allora presso la cittadina di Sidi Bel Abbes, sul territorio metropolitano francese e in Corsica dopo l'indipendenza del paese arabo-africano.
Oggi, come allora, fa parte integrante dell'esercito francese ed è spesso impegnata in missioni di pronto intervento e di peacekeeping oltre confine.


Al 2008 un terzo circa dei volontari proveniva dall'Europa Occidentale, tra cui la Francia, un terzo dei paesi dell'Europa Orientale e un terzo dal resto del mondo, che si divide tra il 10% in America latina il 10% in Asia e il 10% dal Maghreb, l'Africa, il Medio Oriente.

La particolarità dell'ingaggio offre all'aspirante legionario la possibilità di potersi arruolare con un'identità fittizia, anche se non vengono più accettati i candidati condannati per reati gravi.

Dopo una rigorosa selezione di carattere fisico e psicoattitudinale (viene accettato in media un candidato su sei), che si svolge presso le strutture del 1º Reggimento Stranieri (1º RE) ad Aubagne, l'aspirante legionario viene inviato presso il centro di addestramento basico della Legione di Castelnaudary del 4º Reggimento Stranieri (4º RE), dove dovrà sottoporsi ad un durissimo corso di addestramento di base dalla durata di quattro mesi.
Al termine del primo mese di addestramento, l'arruolato ottiene la qualifica di "Legionario", con la consegna del tradizionale "Kepi blanc", il tipico copricapo della Legione. 
Successivamente al completamento del corso basico, il personale viene inviato ai Reggimenti operativi.


La durata della ferma è di cinque anni, ulteriormente prorogabili di sei mesi in sei mesi, o di anno in anno. Dopo la ferma obbligatoria un legionario ha la possibilità di diventare cittadino francese privilegiato senza pagare spese accessorie, di riappropriarsi della propria vera identità ("regolarizzazione della posizione militare") e di essere collocato al lavoro.

Si stima, che gli italiani siano il secondo gruppo per consistenza numerica, nella storia del corpo; oltre sessantamila unità, in molti anni di servizio attivo della Legione.

Ah, dimenticavo, qui il calcio in culo non serve, sia per entrare che per far carriera, dovete essere bravi e forti e nessuno al mondo, vi potrà togliere tutto quello che acquisirete...

Vi posto, a seguire due video; uno, "motivazionale", in inglese...



Questo, in italiano, vi spiega meglio... Se siete arrivate a vedere pure questo, beh, mi sa che già ci state ragionando su... :D


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