martedì 15 marzo 2016

La miseria è ancora l’unica forza vitale del Paese.

gennaio 1957
«La miseria è ancora l’unica forza vitale del Paese e quel poco o molto che ancora regge è soltanto frutto della povertà.
Bellezze dei luoghi, patrimoni artistici, antiche parlate, cucina paesana, virtù civiche e specialità artigiane sono custodite soltanto dalla miseria.
Dove essa è sopraffatta dal sopraggiungere del capitalismo, ecco che si assiste alla completa rovina di ogni patrimonio artistico e morale.


Perché il povero è di antica tradizione e vive in una miseria che ha antiche radici in secolari luoghi, mentre il ricco è di fresca data, improvvisato, nemico di tutto ciò che lo ha preceduto e che l’umilia. 
La sua ricchezza è stata facile, di solito nata dall’imbroglio, da facili traffici, sempre o quasi, imitando qualcosa che è nato fuori di qui. 
Perciò quando l’Italia sarà sopraffatta dalla finta ricchezza che già dilaga, noi ci troveremo a vivere in un paese di cui non conosceremo più né il volto né l’anima» 

Leo Longanesi, La sua signora

sabato 12 marzo 2016

Marte, la nostra futura arca...

Malgrado il "programma spaziale", in generale, abbia rallentato la sua corsa verso lo spazio, la centralità di Marte, tra gli obbiettivi prossimi e futuri, rimane tale.

Si stima in circa 1000 miliardi di dollari, il costo di una missione marziana coi fiocchi; un costo che sarebbe opportuno ripartire, tra numerose nazioni che dovrebbero necessariamente cooperare tutte insieme, anche con i propri migliori scienziati, ad un progetto che potremmo definire IL progetto...

Ma, in un momento simile, di crisi economica e politica mondiale e di difficoltà nei rapporti internazionali, coagulare una simile ingente somma di energie, sembra impossibile.

Eppure, noi su Marte ci andremo, scelte non ne abbiamo, come specie.
Già lo disse anni fa, al 50° anniversario della Nasa, l'eminente scienziato Stephen Hawking, di questa necessità dell'umanità, di uscire dal pianeta.

Colonizzare altri pianeti, insomma, è una questione di sopravvivenza della specie; i dinosauri, dominatori incontrastati del pianeta per milioni di anni, sparirono all'improvviso, anche per colpa di un meteorite.
E per quanto le probabilità che un simile evento si ripeta, siano esigue, esse non sono nulle; ed il nostro pianeta, non è riuscito del tutto a nascondere, le prove di passati sconvolgimenti di natura estintiva.

Ora, aggiungo io, c'è anche un problema di paradigma generale, con il quale l'umanità sta procedendo che, più che alle scimmie, ci accomuna alle locuste...
Stiamo molto velocemente esaurendo le risorse del pianeta, avendo altresì portato al limite, le sue capacità di autorigenerazione.

Insomma, se non cambiamo modo di vivere, di progredire e sviluppare i nostri interessi, questo pianeta, presto raggiungerà il punto di non ritorno. E questo, non lo afferma questo umile pensatore, ma centinaia di scienziati in tutto il mondo...

L'occidente, è entrato in una fase post-industriale, ed il nuovo modello globalizzato che stenta ad emergere, va configurando la Cina e l'India, quali nuovi motori industriali del mondo; ed è così che, nonostante gli sforzi, di questa parte del mondo, che fino a ieri inquinava come oggi i cinesi, lo stress cui sottoponiamo il pianeta, continua ad aumentare...
Così come, continua ad aumentare lo stress cui sottoponiamo, l'umanità stessa, dove milioni di bambini nascono, ogni anno, solo per poi morire di stenti, di fame o malattie stupidissime. Le energie che stiamo sprecando, in ogni accezione si possa attribuire, alla parola "energie", sono ENORMI.

NOI, dobbiamo prepararci una via di fuga e, quella via, coincide con chiarezza con la rotta per Marte !
Un pianeta con una gravità di poco inferiore alla nostra; un pianeta con una calotta polare, con l'acqua, e con la possibilità, quindi, di creare energia e carburante.
Un pianeta ostile, si, come lo diverrà presto la terra, d'altro canto.

Ora parte Exomars, altro timido passo dell'europa, verso il pianeta rosso; ma le mie considerazioni, sono solo ancora, appannaggio di pochi filosofi, scienziati e pensatori.
Riuscirà l'umanità a cominciare questa ineludibile opera di cooperazione, per preparare questa seconda casa ?! Sicuramente, è più probabile che accada ciò, rispetto alla possibilità di realizzare un reale cambiamentonegli stili di vita di milioni di persone.  E' più probabile che noi si arrivi ad insediare una colonia su Marte nei prossimi 50 anni, piuttosto che rallentare il turbo-capitalismo che, inesorabilmente, sta sterilizzando il pianeta...

Sapete cosa penso io ?! Che la nostra Storia, è poca cosa, rispetto ai tempi evolutivi ed ai tempi dei pianeti; io sospetto che questo esodo, da Marte a Terra, sia già avvenuto tempo addietro, e noi, pur non avendone memoria, ci siamo già spostati molte migliaia di anni fa, proprio sulla terra.
Marte, è tutto da studiare, ancora; ma ciò che i più sospettano, è che un tempo vi fosse acqua e vita.
E noi, a due passi dal pianeta rosso, chissà che non fossimo le locuste scampate, i superstiti di una antichissima civiltà marziana...

Quando arriviamo alla propulsione, all'atomo, agli strumenti di sterminio di massa; abbiamo poche probabilità di sopravvivere a noi stessi, ed alla sovrappopolazione degli ambienti e loro sfruttamento totale.
Ma abbiamo pur sempre le possibilità, di scappare.

Il nostro sistema solare, offre una sola via di fuga: si chiama Marte.Forse un tempo, per i marziani, era SOL 3, l'unica via di fuga, mentre Marte moriva, consumato dalle locuste...

venerdì 4 marzo 2016

Libia o non Libia...

Chi mi conosce, anche poco, sa benissimo che sono un "militarista" convinto; all'apparenza, un falco.
Ma non è affatto vero; io amo la pace, ma so, a differenza dei "pacifinti", che il mondo non è il paradiso e che in certe situazioni, non se ne esce, senza l'uso della forza.
Bisogna ragionare con pragmatismo, analizzare costi e benefici ed agire di conseguenza.
Comunque, io da anni dico che dobbiamo andarci, in Libia; lo dicevo molti mesi fa, quando i francesi mandavano i Mirage in tutta fretta, pur di mettere le mani sugli affari libici ed italiani...

Ma oggi, lo scenario è profondamente cambiato, sia in Libia, che in Italia...

Rimangono, giuste ed opportune le motivazioni di un intervento italiano, ovvero: tornare una potenza media, soprattutto nel mediterraneo, che dovrebbe essere la nostra area... Inoltre, il nostro intervento, garantirebbe maggiore sicurezza interna ed alla frontiera oramai colabrodo; stop all'esodo di esseri umani e terroristi. Infine, urge stabilizzare la Libia, dove oramai, regna il caos da troppo tempo; ed i risultati, li paghiamo ancora una volta anche noi...
E non facciamo le vergini immacolate, noi italiani, abbiamo investito molto in Libia; dobbiamo anche difendere i nostri interessi, quelli che oggi fanno gola a molti...

Ma se ci dovessimo andare, COSA andremmo a fare ?! C'è un progetto generale, che possa sul serio stabilizzare quel paese in maniera definita e duratura ?!
Io ne dubito moltissimo; dubito soprattutto che esistano piani strategici ITALIANI, sulla faccenda...

Ora, ho più timori che convinzioni, sul nostro intervento; lo reputo giusto, anzi doveroso, tuttavia ho più perplessità che altro...

Se dovessimo andare in Libia, molto probabilmente, ci metterebbero le accise anche sull'acqua... 

Lo so, lo so; ho sempre detto che ci dovevamo andare noi, da soli e per primi...
Ma non ci possiamo andare, con una classe politica che a breve finirà tutta in galera, e non ci possiamo andare, mentre rischiamo il declassamento ed il default...Ora dico che non ci possiamo andare con piani dettagliati e precisi, scritti dagli americani...  Sia perchè ognuno al mondo fa i propri affari, e noi di recente, non mi pare si stati molto bravi in questo; ma anche perchè gli americani, in questi ultimi anni, hanno fatto più cazzate che altro !

Possiamo andare, ad infilarci in una guerra, col debito pubblico che rischia di schizzare in breve a 2500 miliardi ?!. Gli americani parlano di non meno di 5000 soldati, e del comando italiano; ma mettere in campo un simile contingente, senza togliere le altre forze nel mondo, ruotando il personale e non sapendo per quanto tempo, può costare molto caro...
Siamo vicini alla Libia questo ci facilita e, lo ribadisco, per noi, ci sono solo motivi per andare.
Ma mantenere un si
mile sforzo, richiede un governo molto forte e saldo, soprattutto quando iniziano a tornare le bare col tricolore sopra... Mantenere un simile sforzo, richiede un paese con una economia forte e salda; e noi, nonostante le fregnacce che ci racconta l'istat, siamo in enorme affanno, al momento...

AAV7, mezzo da sbarco dei Lagunari
Il nostro esercito, è in grado non solo di portare a termine ogni tipo di missione, in quel paese, ma è anche in grado di partecipare alla ricostruzione in maniera molto più efficace di qualunque altro esercito.
Ma la classe politica, come ancora la chiamiamo, non ha sufficiente autorevolezza e le nostre forze, rischierebbero di trovarsi in guerra, con un comando debole, capace di creare problemi peggiori di quelli che ti crea, chi ti spara addosso...

Per quanti paventano ripercussioni terroristiche, sul nostro suolo, io proporrei la lapidazione !!!
Si può dare spazio a queste chiacchiere in un momento simile !?
Ci si rende conto, che siamo a ridosso di una situazione esplosiva e che QUALUNQUE tentennamento o debolezza nostra, verrà usata contro di noi ?!

Noi, andremo in Libia gente; noi dobbiamo andarci.
Ma la casta immonda, ce la farà pagare, come al solito, a noi, questa storia; perchè la gestiranno coi piedi.
Non c'è da esser prudenti; in questa occasione, c'è da fare la Storia !

Bisogna usare il coraggio, la forza e l'intelligenza.
Ecco perchè, ho molta paura !!!
Conto sulla forza del nostro Esercito, che queste tre qualità, le ha tutte; ma la questione libica, è una faccenda prevalentemente politica !
Anche se mandiamo 10.000 soldati, la pochezza dei nostri politici non potrà essere bilanciata dal nostro straordinario esercito...

In Libia, ci dovremmo andare, con un vero Governo.
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